Welfare aziendale

Piergiorgio Ricchetti

1 Marzo, 2018

Il welfare aziendale rappresenta l’insieme di benefit (beni e servizi), forniti all’azienda ai propri dipendenti, al fine di migliorarne la vita privata e lavorativa.

 

Sono una forma premiante al lavoratore dipendente in beni e servizi in natura, che non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente.

 

Dal 2018, con l’ultima legge di bilancio, sono state escluse dal reddito di lavoro dipendente le spese sostenute direttamente dal datore per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto locale, regionale e interregionale in favore della generalità o di categorie di dipendenti. Tali abbonamenti devono riferirsi ai dipendenti e ai loro familiari fiscalmente a carico.

 

Più in particolare, è stata introdotta una disposizione che stabilisce la non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente delle somme erogate o rimborsate o delle spese sostenute direttamente dal datore di lavoro – volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale – per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale in favore della generalità o di categorie di dipendenti.

 

Precisato quanto sopra, qualora nel 2017 sia già in vigore un piano di welfare aziendale, occorre ora valutare l’opportunità di modificare tale piano qualora l’abbonamento per il trasporto pubblico sia già compreso tra i fringe benefit erogati ai propri dipendenti di valore non superiore, nel periodo d’imposta, a 258,23 euro (ex articolo 51, comma 3, ultimo periodo, del Dpr n. 917/86).

 

Inserendo l’agevolazione in questione nel piano di welfare risulta conseguentemente possibile sfruttare la “franchigia” sopra richiamata per altri benefit non specificamente contemplati nello stesso articolo 51.

 

Piergiorgio Ricchetti
Vice Direttore presso FIASA, Direttore CEIP Scpa. Il mio ruolo...