NUOVO CREDITO D’IMPOSTA PER R&S e INNOVAZIONE TECNOLOGICA: NOVITA’ 2020

Veronica Formentini

10 febbraio, 2020

Dal 2020 (letteralmente dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019) il credito d’imposta per la R&S, secondo i criteri introdotti dal DL 145/2013, viene significativamente rivisto sia rispetto alle definizioni di attività agevolabili, sia rispetto alle modalità di calcolo e di fruizione dell’agevolazione.

 

In primis, sono state ampliate le attività agevolabili, introducendo, oltre alle attività di R&S, anche attività di Innovazione tecnologica e attività innovative di design e ideazione estetica (limitatamente alle imprese operanti nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica).

 

In attesa di ulteriori specifiche, da emanarsi con successivo decreto ministeriale, la Finanziaria 2020 indica le seguenti definizioni:

 

1 Attività di ricerca e sviluppo: attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico, secondo i principi indicati:

 

–       alle lettere m), q) e j) del punto 15 del paragrafo 1.3 della comunicazione della Commissione (2014/C 198/01) del 27 giugno 2014, concernente disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, ed

–        I princìpi generali e dei criteri contenuti nel Manuale di Frascati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

 

 

2 Attività di innovazione tecnologica: le attività, diverse da quelle di R&S, finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati (inteso come un bene materiale o immateriale o un servizio o un processo che si differenzia, rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa, sul piano delle caratteristiche tecnologiche o delle prestazioni o dell’ecocompatibilità o dell’ergonomia o per altri elementi sostanziali rilevanti nei diversi settori produttivi).  (rif. princìpi generali e dei criteri contenuti nel Manuale di Oslo dell’OCSE.)

 

Non rientrano in tale contesto le attività:

–       di routine per il miglioramento della qualità dei prodotti e, in generale, le attività dirette a differenziare i prodotti rispetto a quelli simili di imprese concorrenti;

–       per l’adeguamento di un prodotto esistente alle richieste specifiche di un cliente;

–       per il controllo di qualità / standardizzazione dei prodotti.

 

Ulteriori specifiche, all’interno di tale categoria, sono state definite per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, i cui dettagli dovranno essere individuati con un successivo decreto del Ministro dello sviluppo economico.

 

3 Attività innovative di design e ideazione estetica: svolte dalle imprese operanti nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari.

 

Rispetto alla precedente normativa si riporta sotto un riepilogo generale delle spese ammissibili. Rispetto al passato sono stati introdotti dei limiti percentuali di proporzione di talune spese rispetto ad altre o dei requisiti specifici rispetto alla tipologia di attività svolta.

 

 

Spese

 

 

·       Spese per il personale impiegato per ciascuna attività.

Per i soggetti di età pari o inferiore a 35 anni, al primo impiego e in possesso di una specifica laurea (differenziata a seconda della tipologia di attività), assunti a tempo indeterminato ed impiegati esclusivamente nella specifica attività agevolabile, le relative spese concorrono alla base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del relativo ammontare;

 

·       quote di ammortamento, canoni di leasing / affitto e altre spese relative ai beni materiali mobili e, per le attività di R&S e di innovazione tecnologica, ai software utilizzati, per l’importo deducibile, nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese per il personale impiegato nella specifica attività;

 

·       solo per l’attività di ricerca e sviluppo, quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi di privative industriali relative a un’invenzione industriale / biotecnologica / topografia di prodotto / semiconduttori / nuova varietà vegetale, nel limite massimo complessivo di € 1.000.000 purché utilizzate direttamente ed esclusivamente per la specifica attività;

 

·       spese per contratti aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del commissionario della specifica attività ammissibile al credito d’imposta;

 

·       spese per servizi di consulenza ed equivalenti utilizzati esclusivamente per lo svolgimento della specifica attività agevolabile, nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese per il personale / spese per contratti con commissionari;

 

·       spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi, impiegati nella specifica attività agevolabile, nel limite massimo pari al 30% delle spese per il personale / spese per contratti con commissionari.

 

(*) Con specifici Decreti il MISE dovrà individuare i criteri identificativi di tali attività.

 

 

Misura del credito d’imposta spettante

 

 

Attività

 

Credito d’imposta
Attività di ricerca e sviluppo

 

12% della base di calcolo, nel limite massimo di € 3 milioni
Attività di innovazione tecnologica

 

6% della base di calcolo, nel limite massimo di € 1,5 milioni
Attività di innovazione tecnologica finalizzata a realizzare prodotti / processi di produzione nuovi o sostanzialmente rigenerati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica / innovazione digitale 4.0

 

10% della base di calcolo, nel limite massimo di € 1,5 milioni
Attività innovative

 

6% della base di calcolo, nel limite massimo di € 1,5 milioni

 

Va evidenziato che:

 

1 la base di calcolo del credito d’imposta va assunta al netto di altre sovvenzioni / contributi ricevuti per le stesse spese ammissibili

 

2 il limite massimo è ragguagliato ad anno qualora il periodo d’imposta sia diverso da 12 mesi;

 

3 il beneficio spetta anche per più attività agevolabili nello stesso periodo d’imposta, nel rispetto dei massimali e a condizione che i progetti / spese di ciascuna attività siano separati analiticamente.

 

 

 

Modalità di utilizzo del credito d’imposta

 

 

Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione con il mod. F24, in 3 quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, a condizione che sia stata rilasciata l’apposita certificazione attestante l’effettivo sostenimento delle spese da parte di un revisore legale / società di revisione.

 

Per la fruizione dell’agevolazione è richiesta un’apposita comunicazione al MISE, al quale è demandata l’individuazione delle modalità e dei termini di invio della stessa.

 

La spettanza dell’agevolazione in esame è subordinata al rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dei lavoratori.

 

Per le imprese non obbligate alla revisione legale, le spese sostenute per ottenere il rilascio della certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta, per un importo non superiore a € 5.000, fermi restando comunque i predetti limiti massimi agevolabili.

 

Ai fini della compensazione non è applicabile il limite pari a € 700.000 annui ex art. 34, Legge n. 388/2000. Non opera altresì il limite di € 250.000 annui previsto per i crediti da indicare nel quadro RU del mod. REDDITI ex art. 1, comma 53, Legge n. 244/2007.

 

Caratteristiche del credito d’imposta

 

Il credito d’imposta:

 

–       non può essere ceduto / trasferito “neanche all’interno del consolidato fiscale”;

 

–       non è tassato ai fini IRPEF / IRES / IRAP;

 

–       non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi / componenti negativi ex artt. 61 e 109, comma 5, TUIR;

 

–       è cumulabile con altre agevolazioni aventi ad oggetto gli stessi costi, a condizione che il cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito ai fini IRPEF / IRES e della base imponibile IRAP, non comporti il superamento del costo sostenuto.

 

Adempimenti richiesti

 

Il responsabile delle attività aziendali / del progetto o sottoprogetto deve predisporre una relazione tecnica illustrante le finalità, i contenuti ed i risultati delle attività ammissibili.

Per le attività commissionate a terzi, la relazione deve essere rilasciata dal soggetto che esegue tali attività.

 

 

 

 

veronica.formentini

Veronica Formentini
Responsabile Servizio Credito e Finanza FIASA - Federazione Industria Artigianato...

10 febbraio, 2020

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